Giovedì 5 marzo, alle ore 18.00 nell'Atrio di Palazzo Bartolini, sarà inaugurata la mostra che espone una selezione di materiali di uno degli Atelier sartoriali più famosi e storici della città.
La Biblioteca Civica “V. Joppi”, in collaborazione con DARS Donna Arte Ricerca Sperimentazione e grazie a Lina Candidi Tommasi Crudeli, presenterà sei filoni tematici che elevano l'evento da una semplice carrellata d'archivio a un racconto complesso sull'originalità creativa, sull'imprenditoria, l'arte, la tradizione, l’innovazione e la storia del costume degli ultimi 40 anni dell'Atelier chiuso nel 2020.
Interverranno all'inaugurazione Cristina Marsili, direttrice della Biblioteca Civica, Lucrezia Armano, presidente Dars, Elisa Nervi e Marco Pispisa, bibliotecari, Barbara Vuano, scrittrice Dars, e la stessa Lina Candidi Tommasi Crudeli.
Lina è “figlia d’arte”, il suo Atelier in via Codroipo era conosciuto come “Dominissini”, il cognome della madre che fu dagli anni cinquanta una delle sarte più note di Udine. Cresce in un ambiente femminile fervoroso e instancabile, con una madre formale, assai esigente nell’educare la figlia al lavoro e al destino che l’aspetta: proseguire la tradizione imprenditoriale della famiglia, evento che si concretizzerà nel 1980 quando ne diventa la titolare. La storia andò molto oltre, con una spiccata personalità abbinata al grande talento e alla determinazione, come evidenziato da Barbara Vuano nella sua intervista, “Lina... si mantenne salda e fedele a sè stessa. Mise al servizio delle clienti – donne, ma anche uomini – il suo intuito e la sua arte: era capace di esprimere e potenziare la loro personalità con l’abito. ... Il suo estro creativo fu subito evidente e le collezioni da lei firmate hanno sfilato, oltre che in regione, a Roma, Milano e fuori dell’Italia (Budapest 1982, Rio de Janeiro 1988) fino ad arrivare a New York e in Canada...”.
La mostra, visitabile fino al 3 aprile, cercherà di far conoscere l'operato di questa straordinaria professionista che, in aggiunta all'affermazione nell'ambiente sartoriale friulano, ha portato il suo sapere nelle scuole, tenendo corsi e laboratori, e si è adoperata per sostenere e migliorare il settore con incarichi pubblici diventando, tra le tante, “capocategoria delle sarte artigiane” molto attiva in Regione. (Fotografie Emanuela Aquili)
L'evento si realizza grazie al sostegno della Regione FVG #Io sono Friuli Venezia Giulia e nell'ambito del progetto DARS Etica ed Estetica del femminile II ed. – Diversità e Disobbedienza.